Legge 1 ottobre 2012, n. 172: Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote 25 ottobre 2007.

Il documento rafforza la protezione e la tutela dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale. Entrano nel codice penale italiano due nuovi reati: istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia e il grooming (adescamento di minori on line).

 

 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l'abuso e il maltrattamento sui minori" tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o affettivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente nonché sfruttamento sessuale o di altro genere che provocano un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità del bambino, nell’ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere”.


Il National Center of Child Abuse and Neglect (1981) lo definisce: " quella situazione in cui, attraverso atti intenzionali o disattenzione grave nei riguardi dei bisogni di base del bambino, il comportamento di un genitore (o di un suo sostituto, o di un altro adulto che si occupa di lui), abbia causato danni o menomazioni che potevano essere previsti o evitati, o abbia contribuito materialmente al prolungamento o al peggioramento di un danno o di una menomazione esistente".

 

Il IV Seminario Criminologico del Consiglio d'Europa (1978) definisce gli abusi sessuali sui minori come "gli atti e le carenze che turbano gravemente i bambini e le bambine, attentando alla loro integrità corporea, al suo sviluppo fisico, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psicologico e/o sessuale da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino".

 

 

 

DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DEGLI ABUSI ALL'INFANZIA:


Per poter meglio inquadrare e descrivere il fenomeno dell'abuso è opportuno proporre una descrizione delle varie forme di abuso riconducibili al temine inglese "child abuse". Esso comprende tutte le forme di abuso che un bambino può subire e che sono riassumibili in:

  • Maltrattamento (fisico e psicologico)
  • Patologia delle cure (incuria, discuria e ipercura)
  • Abuso sessuale (extrafamiliare e intrafamiliare)
  • Violenza assistita (bambini testimoni di violenza fisica, psicologica, sessuale).

 

Tale classificazione ha sicuramente un carattere didattico ed esplicativo e la realtà che ci troviamo ad affrontare è sicuramente  più articolata e polimorfa.
Montecchi  parla di "caratteristiche generali" che sono valide in tutte le forme di abuso:
- l'abuso può avvenire sia all'interno che all'esterno della famiglia;
- tende ad essere tenuto nascosto e negato;
- è difficilmente rilevabile con sufficiente certezza;
- le condizioni di abuso incidono su: sviluppo della personalità, relazioni con la famiglia, relazioni al di fuori della famiglia, relazioni con i coetanei;
- tende ad aggravarsi nel tempo e non ha una risoluzione spontanea.
Si è concordi nel ritenere che tutte le forme di abuso incidano sullo sviluppo fisico, psicologico, emotivo, comportamentale e relazionale del minore, condizionando l'assetto totale dell'intera personalità in fieri.
Ogni forma di violenza ai danni di un minore, costituisce sempre un attacco confusivo che destabilizza la personalità in via di sviluppo, e provoca danni a breve, medio e lungo termine sul processo di crescita dell'individuo: il bambino abusato è prima di tutto violato nella psiche.