Relazioni perverse: il gaslighting

Il termine “gaslighting” deriva dal titolo del film “Gaslight”, del 1944, del regista americano Georg Cukor. Nel film si narra la storia di una coppia in cui il marito, utilizzando alcune strategie, in particolare alterando la luce delle lampade a gas della casa, spinge la moglie a dubitare di se stessa e delle sue capacità critiche fino a condurla sull’orlo della pazzia.

Da qui il gaslighting assume la connotazione di comportamento manipolatorio messo in atto con l’obiettivo di far dubitare la vittima di se stessa, dei propri giudizi di realtà, di confonderla, di attaccare la sua sicurezza, la sua fiducia, la sua autostima per controllarla e renderla dipendente da sé. Solitamente la vittima e il gaslighter (così si chiama chi agisce questo comportamento) sono persone molto vicine, spesso si tratta di partner o parenti stretti e comunque sempre di situazioni in cui i contatti tra manipolatore e vittima sono frequenti o quasi quotidiani.

E’ possibile individuare tre fasi lungo cui si sviluppa il processo di manipolazione:

Una prima fase caratterizzata dalla distorsione della comunicazione, “una comunicazione particolare, non fatta per unire, ma per allontanare e ostacolare lo scambio. Questa distorsione comunicativa ha lo scopo di usare l’altro. Perché continui a non capire nulla del processo in corso e per confonderlo di più, lo si deve manipolare verbalmente. Il black- out delle informazioni reali è essenziale per ridurre la vittima all’impotenza.” (Hirigoyen, 2000, pag. 103). In questa fase, anche detta dell’incredulità, la vittima è totalmente confusa e sbalordita.

Una seconda fase in cui la vittima cerca di difendersi cercando di convincere il gaslighter che ciò che dice non è vero, cercando di fare chiarezza, attaccandosi disperatamente alla realtà.

Un’ultima fase depressiva in cui la vittima si arrende, insicura dubbiosa e completamente vulnerabile e dipendente dall’altro e si convince della ragione e della bontà del gaslighter. “Si fonda su questo la contraddizione della vittima, vittimizzata e contemporaneamente idealizzante.” (Iurilli)

 

E’ possibile considerare il gaslighting una vera e propria forma di abuso psicologico in quanto il tipo di comportamento messo in atto è un sistematico attentato volto a corrodere la realtà dell’altro, negando fatti eventi e cose dette al punto da mettere in serio pericolo il benessere emotivo e psicologico della vittima. Le Linee guida per l’accertamento e la valutazione psicologico-giuridica del danno biologico-psichico e del danno da pregiudizio esistenziale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio del 2009 indicano infatti il gaslighting fra le condotte in grado di determinare un danno psichico-esistenziale a colui che lo subisce.

Il gaslighting scrive Salvadori (2008) è una violenza “ insidiosa, sottile, non se ne percepisce l’inizio, a volte è scusata dalla stessa vittima; non si tratta di una deflagrazione d’ira, che almeno è subito identificabile e magari oggetto d’immediata risposta, anche legale. E’ una sottile lama di ghiaccio che s’insinua, molte volte, tra la tranquillità delle mura domestiche. E’ una violenza gratuita e persistente, reiterata quotidianamente che ha la capacità di “annullare” la persona che ne è bersaglio. Si tratta di un vero e proprio lavaggio del cervello.”

 

Alcuni autori (Hirigoyen, 2000 Fililippini, 2005) ritengono che in certe forme di comportamenti abusanti e maltrattanti, il perpetratore presenti il profilo di un “perverso narcisista”. Eiguer (1989) definisce il perverso narcisista come “colui che influenzato dal suo Io grandioso, cerca di stabilire un legame con un altro individuo attaccandosi in particolar modo alla sua integrità narcisistica per disarmarlo”. I perversi narcisistici attaccano la fiducia, l’autostima dell’altro, rafforzando in qualche modo la convinzione che il legame di dipendenza che l’altro ha nei loro confronti sia insostituibile.

L’essenza della perversione come modo di relazione consiste nel trasformare la relazione con l’altro in relazione di potere, nel disconoscere i diritti dell’altro, nell’usarlo a proprio piacere, nel corrompere la relazione per ottenere il controllo ed esercitare su di essa il proprio dominio. (Guerrini Degl’Innocenti, 2011).

Esistono tre tipologie di gaslighter:

 

il manipolatore bravo ragazzo che si propone come attento e premuroso nei confronti della sua vittima, ma che in realtà, in maniera più o meno inconsapevole, agisce col solo intento di soddisfare i suoi bisogni. Questo controllo-premuroso costituisce il terreno per creare quella permeabilità emotiva tale da consentire una sorta di effrazione psichica, per cui il perverso narcisista conquista il possesso della mente dell’altro convincendolo che solo lui ha ragione e solo lui conosce veramente ciò di cui ha bisogno. (ibidem)

Il manipolatore affascinante che utilizza tutte le sue dote seduttive per influenzare ed infine imporre il proprio ascendente sulla vittima. “Chi seduce distoglie dalla realtà, agisce di sorpresa, di nascosto […] allo scopo di qualcuno che lo ammiri, che gli rinvii una buona immagine di sé. Una seduzione perversa a senso unico[…] con cui il perverso narcisista cerca di esercitare fascino senza lasciarsi coinvolgere” (Hirigoyen, 2000, pag. 97).

L’intimidatore che a differenza dei precedenti ha un comportamento più diretto. Può manifestare comportamenti più o meno apertamente aggressivi ed ostili.

 

 

Sul piano giuridico il gaslighting non è direttamente riconosciuto come reato, ma nelle azioni del gaslighter si rilevano i reati previsti nell’art 570 del c.p. “Violazione degli obblighi di assistenza familiare” e nell’ art 572 del c. p. “Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli”, forme di violenza morale e psicologica, come il gaslighting, trovano difatti spazio in entrambi gli articoli. (Salvadori, 2010).

Il gaslighting è suscettibile, inoltre, di rientrare nella nozione di atti persecutori così come definita dall’art. 612 del c.p., anche se sarà necessario valutare caso per caso, “l’attitudine qualitativa e quantitativa dei singoli atti lesivi a integrare il concetto di molestia nel senso che, ad esempio, in un piano criminale sistematico attuato mediante atti reiterati tesi a minare la salute psicologica della vittima, il semplice gesto di spostare un quadro-che considerato singolarmente potrebbe apparire del tutto inoffensivo-è in grado di diventare, valutato in una visione d’insieme, l’atto finale di una serie di gravi molestie, diventando esso stesso molestia ed ingenerando gravi conseguenze dannose sulla salute psicofisica della vittima”. (Orlando, 2010).

 

 

BIBLIOGRAFIA

Chindemi, D., Cardile, V. (2007). Violenza psichica endo-familiare, plagio della vittima e rimedi terapeutici. Responsabiltà Civile e Previdenza, Fascicolo n. 3/2007, Giuffrè Editore.

Eiguer, A. (1989). Le pervers narcissique et son complice. Paris: Dunod, cit. in Hirigoyen, M. F. (2000). Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro. Torino: Einaudi.

Filippini, S. (2005). Relazioni perverse. La violenza psicologica nella coppia. Milano: Franco Angeli Edizioni.

Guerrini Degl’Innocenti, B. (2011) Attaccamenti perversi: la violenza psicologica nella coppia. http://www.formazionesocialeclinica.it/programmi/Contributi9Attaccamenti%20perversi%20nella%20coppia%20Benedetta%20Guerrini_C.pdf

Hirigoyen, M. F. (2000). Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro. Torino: Einaudi.

Iurilli, N. Gaslighting – introduzione al fenomeno.

http://www.psicologiaedintorni.com/2007/12/05/gaslighting-introduzione-al-fenomeno/

 

Orlandi, G. (2010). Atti persecutori e rilevanza penale.

http://www.altalex.com/index.php?idnot=48802

 

Salvadori, G. (2010) Il Gaslighting: aspetti legali. http://www.mentesociale.it/criminologia/speciale-stalking/605-il-gaslighting-aspetti-legali.html

Salvadori, G. (2008). Il gaslighting: aspetti psicologici.

http://www.mentesociale.it/criminologia/speciale-stalking/48-il-gaslighting-aspetti-psicologici.html

 

Trapella, P., Massaro, L. (2011) Il gaslighting, ovvero la manipolazione mentale termine noto in ambito psico comportamentale. http://www.cerisricerche.it/lavoce/art19.pdf

http://www.criminalmente.it/2009/07/15/gaslight/

 

Dott.ssa Paola Popolla, Dott.ssa M. Fabiana Briganti, Dott.ssa Paola Affaitati

Fonte: Giuristi e Diritto