Il reato definito “atti persecutori”  o comunemente  “stalking” è stato recentemente introdotto all’art. 612 bis c.p. con la legge n.38/2009, che ha convertito il decreto-legge n.11/2009.
(L’origine del termine è anglosassone …“ to stalk…fare la posta”…. cioè interferire nella vita privata, ma si intravedono riflessi anche del “linguaggio venatorio”, cioè il comportamento del cacciatore …in agguato della preda).

Nella lingua italiana il termine STALKING viene tradotto con Molestie assillanti o Sindrome del Molestatore.

Al di là di ogni definizione, ciò che si vuole sottolineare è la intrusività, ripetitività e controllo che lo stalker mette in atto nei confronti della vittima prescelta, con la quale vuole a tutti i costi ri-stabilire un contatto, provocando nella sterssa fastidio, paura, spavento e spesso terrore.

In Italia l'Indagine Multiscopo sulla Sicurezza delle Donne (ISTAT, 2007, cit.dal Modena Stalking Group, 2008) ha coinvolto 25.000 donne, di età compresa tra i 16 e i 70 anni e ha evidenziato che il 48% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da parte di un ex partner abbia precedentemente subito dei comportamenti di tipo intrusivo, e un 18.8% del totale abbia subito comportamenti di stalking successivamente alla cessazione del rapporto col partner.